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Michelangelo e la Cappella Sistina

Prima di entrare, le indicazioni sono chiare: è necessario silenziare i telefoni, è vietato scattare fotografie, così come parlare a voce alta. La Cappella Sistina, infatti, non è solo una delle attrazioni per turisti più celebri al mondo, ma è, prima di tutto, un luogo di raccoglimento, di preghiera e, vogliamo aggiungere, di stupore. Le sue pareti e il soffitto sono stati impreziositi dal più grande artista del Rinascimento. Tutto questo, fu possibile grazie alla volontà e perseveranza di Sisto IV, che volle fortemente un artista inizialmente riluttante ad eseguire un tale lavoro. Parliamo di Michelangelo, la cui relazione con il papa non iniziò affatto con il piede giusto, dopo che al genio fiorentino fu ordinato di ridimensionare il suo progetto del mausoleo funebre per il pontefice.

Gli affreschi di Michelangelo

Vincendo la sua riluttanza, Michelangelo Buonarroti si decise ad intraprendere la titanica opera di affrescare il soffitto e poi la parete dietro all’altare. La Genesi fu dipinta all’inizio del 1500, mentre Il Giudizio Universale fu realizzato quasi trent’anni dopo, quando l’artista era ormai già sessantenne. I due affreschi sono molto diversi tra loro, e nel secondo è visibile tutto il tormento e la passione di un uomo che, giunto all’età della maturità, si sente sempre più vicino all’incontro con Dio.

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I tesori artistici delle chiese di Roma

La capitale italiana conta circa 900 chiese, costruite nell’arco di tutta la storia della cristianità, dalle sue origini fino ad oggi. Questo enorme numero la incoronano – in assoluto – come città con più chiese al mondo. Molti di questi edifici, soprattutto quelli risalenti agli anni precedenti al Rinascimento, sono stati fortemente restaurati o addirittura interamente ricostruiti.

Concentrate soprattutto nelle chiese edificate nel centro storico, sono innumerevoli le opere d’arte che rendono questi luoghi di preghiera tra le più preziose testimonianze del genio artistico dell’uomo. Mosaici, affreschi, dipinti e statue adornano edifici costruiti secondo i più complessi canoni dell’architettura e ispirati da principi religiosi.

Basiliche e chiese: la storia del culto

San Giovanni in Laterano, Santa Maria Maggiore, Santa Prassede, Santa Maria in Trastevere, Santi Cosma e Damiano, San Crisogono, San Paolo Fuori le Mura… L’elenco delle chiese che hanno contribuito a plasmare la storia della cristianità è praticamente infinito. A queste, si aggiungono San Pietro e i Musei Vaticani, con migliaia di opere di altissimo valore. Qui, milioni di turisti accorrono per trovarsi al cospetto dei meravigliosi affreschi di Michelangelo nella Cappella Sistina, dove l’arte dell’uomo è meravigliosa interprete del divino.

Tra tutte, ricordiamo la Basilica di San Clemente, in quanto è un luogo dove alla visita fisica si accompagna una tangibile viaggio spirituale attraverso il tempo. Questa basilica presenta infatti tre livelli, ed ognuno di essi appartiene ad un determinato periodo storico. La chiesa al livello della strada è uno splendido esempio di architettura romanica. Scendendo di un piano, si arriva alla prima basilica, eretta nel V secolo. Un piano più in basso, si trova un tempio mitraico, a testimonianza della continuità del sito, scelto come luogo di culto sin dall’antichità.

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Dalla Quaresima alla Pasqua di Resurrezione

La Pasqua, dal punto di vista liturgico, è la celebrazione del mistero della Resurrezione. I fedeli vivono questa ricorrenza con la gioia che solo un vero rinnovamento dell’anima può dare. La vittoria sulla morte e la certezza della vita eterna rappresentano il momento più importante della liturgia. Anche se il Natale (oltre ad essere una festività religiosa fondamentale) è una festa molto sentita a livello familiare e sociale, è la Pasqua ad essere quella più importante per la fede.

La Quaresima

Il periodo di penitenza e preghiera inizia il Venerdì delle Ceneri e si prolunga fino al giovedì Santo. Sono giorni di preghiera e conversione, nei quali i fedeli sono chiamati all’esercizio della carità.

La Domenica delle Palme

Durante la domenica precedente la Pasqua viene celebrata l’entrata di Gesù a Gerusalemme, dove venne accolto dall’entusiasmo del popolo.

La Via Crucis

Durante il Venerdì Santo, una processione commemora l’ultimo viaggio di Nostro Signore verso la croce. Il percorso, scandito dai versi del Vangelo, si snoda attraverso 13 stazioni. Il supplizio di Gesù può essere ricordato sia con celebrazioni in parrocchia che all’aperto.

La Santa Pasqua

Cristo è risorto! La messa della domenica di Pasqua comunica il messaggio di gioia e di salvezza. Gesù lascia il sepolcro e vince sulla morte.

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La tradizione del Natale

La notte tra il 24 e il 25 Dicembre, Gesù scende sulla terra e si incarna in un bambino. Questa festa religiosa viene celebrata con lo stesso fervore in tutto il mondo cattolico. È, naturalmente, una festa comandata, quindi i fedeli sono chiamati a partecipare alla Santa Messa, che si svolge alla mezzanotte del 24 e a quella della domenica mattina, il 25.

Il presepe

Per scoprire le origini del presepe, bisogna fare un salto indietro nel tempo, fino al 1223. Al ritorno dal suo pellegrinaggio in Terra Santa, San Francesco decise di riprodurre una scena della natività in un piccolo paesino del rietino, Greccio, in quanto il Santo Patrono d’Italia vi trovava una grande somiglianza con Betlemme. Da quel momento in poi, la tradizione del presepe era destinata a diffondersi prima in Italia, e poi in tutto il mondo cristiano.

La festa della famiglia

Questa festa religiosa è vissuta dalle famiglie come momento di condivisione e incontro. È l’occasione per ritrovarsi intorno alla tavola imbandita e celebrare così questo evento gioioso. Se si vuole proporre ai commensali un momento di raccoglimento, si può, prima di iniziare il pasto, accendere una candela, leggere un brano del Vangelo e poi recitare un Padre Nostro.

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I pellegrinaggi nel mondo cristiano

Un cammino di fede che si trasforma in un viaggio “fisico” oltre che di fede: questo è lo spirito che anima i fedeli che scelgono di fare l’esperienza del pellegrinaggio. Si tratta di una tradizione diffusa sin dei tempi della Chiesa paleocristiana.

Tipologie di pellegrinaggio

Il pellegrinaggio di tipo devozionale, ovvero la visita presso un santuario, una città o un luogo particolarmente caro alla tradizione cristiana, viene effettuato sia per intraprendere la conversione che per richiedere una grazia. Nell’alto Medioevo, e per molti secoli a seguire, si diffuse un’altra tipologia di pellegrinaggio, ovvero quello penitenziale. Esso era una sorta di “esilio” imposto a persone (soprattutto ecclesiastici) che si erano macchiati di colpe o cimini gravi.

Le destinazioni

I pellegrinaggi più importanti sono quelli in Terra Santa e a Roma, culla della cristianità. Oltre a queste due imprescindibili destinazioni, vi sono anche importanti mete legate ai luoghi delle apparizioni mariane. Tra queste, Lourdes, Medjugorie, Fatima e Guadalupe. In Italia, oltre a Roma, i pellegrini si recano ad Assisi, a Loreto e a Santa Maria delle Grazie.

Il Cammino di Santiago

La destinazione del Cammino è la cattedrale di Santiago di Compostela, un paese che si trova nella regione spagnola della Galizia, a nord del Paese. Dopo la messa del pellegrino, alcuni proseguono il cammino per circa altri 90 km, per arrivare a Finisterre, una località sul mare che un tempo era ritenuta il limite estremo della terraferma. Qui, i fedeli più devoti fanno un bagno purificatore, oppure raccolgono conchiglie per ricordo di questa importante esperienza spirituale. Attenzione, però: le acque sono piuttosto pericolose e si deve usare molta cautela, in quanto in questa zona sono frequenti mulinelli e correnti che trascinano al largo.

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Movimenti e associazioni laiche nella Chiesa cattolica

Riconosciuti dalla Chiesa, i movimenti e le associazioni laiche offrono un contributo importantissimo alla missione evangelica, in quanto i loro partecipanti conducono un’esistenza basata sugli insegnamenti del Vangelo, e allo stesso tempo fungono da catalizzatore per iniziative che possono coinvolgere anche altre persone. In questo modo, testimoniano il dono della fede. Ecco alcune delle associazioni più conosciute e attive nell’ambito della società.

Azione Cattolica

Si tratta di un’associazione laica il cui scopo è quello della formazione spirituale, sia dei più giovani che degli adulti. In particolare, viene chiamata spesso ad operare in seno alle attività del catechismo di preparazione ai sacramenti. La forza di questa associazione, è il saper conciliare i momenti riflessivi e di precetto, a quelli più ludici e ricreativi. Non di rado, i ragazzi che fanno parte dell’Associazione Cattolica Ragazzi (ACR) possono partecipare a divertenti campi/ritiri, dove poter mettere in pratica i valori cattolici e fare importanti esperienze di vita.

Opus Dei

Questa società cattolica fu fondata dal sacerdote spagnolo Josemaría Escrivá de Balaguer. Al suo interno, sono attivi sia preti che laici. Il fine dell’Opus Dei è quello di portare la fede e Dio all’interno della vita di tutti i giorni. Presso le sue sedi, ad esempio, possono essere organizzati seminari di studio ed eventi per la comunità. Vengono promosse la meditazione, la preghiera e la devozione a Dio.

Cammino Neocatecumenale

Fondato da Kiko Argüello, all’interno del Cammino si formano comunità di laici che desiderano intraprendere insieme un lungo percorso di formazione spirituale. La celebrazione della messa della comunità avviene di sabato sera, mentre vi sono anche vari incontri e ritiri, chiamati “convivenze”, durante le quali il legame tra i fedeli diventa più forte, insieme alla loro crescita spirituale.

Movimento dei Focolari

Questo movimento, chiamato ufficialmente Opera di Maria, è animato dalla volontà di aiutare il prossimo, unificando quella che è la grande famiglia cristiana di tutto il mondo. Molto attiva a livello di solidarietà e supporto alle popolazioni meno fortunate, è mossa da forti ideali di tolleranza e amore verso tutti gli esseri umani, a prescindere dalla loro provenienza, credo religioso o politico. Attraverso una fitta rete di volontari e rappresentanti del clero che fanno parte dell’associazione, i “focolarini” offrono sostegno concreto nelle situazioni di emergenza mondiale, così come per aiutare le comunità locali.

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I cristiani: dalle persecuzioni a religione di stato

Gesù affidò ai suoi apostoli il compito di diffondere la fede cristiana. Sin dall’inizio, il messaggio del Vangelo iniziò quindi a viaggiare fino ai confini del mondo conosciuto, per raggiungere popoli con diverse culture religiose e portare il suo messaggio di salvezza. Ben presto, si iniziarono a formare le prime comunità anche a Roma, che, nel I secolo d.C., era il fulcro politico e culturale dell’Europa, dell’Asia Minore e dell’Africa.

Le catacombe

Al contrario di quanto viene generalmente raccontato, le catacombe non erano un luogo utilizzato dai cristiani per sfuggire alla persecuzione, ma erano invece cimiteri la cui ubicazione era ben conosciuta dalle autorità, e sarebbe stato quindi inutile nascondersi al loro interno. Questi luoghi sotterranei erano usati per seppellire i defunti e commemorare i morti (da qui la presenza di stanze con altari). Le catacombe erano un modo per tenere unito il “corpo” della comunità cristiana anche dopo la morte.

Le persecuzioni

Il popolo della Chiesa è stato purtroppo oggetto di numerose persecuzioni, che sono tristemente presenti ancora oggi, in zone del mondo dove l’intolleranza verso i principi religiosi e gli interessi terreni di criminali (piccoli e grandi) portano anche all’uccisione o all’allontanamento sia di persone appartenenti al clero che di laici.

Le persecuzioni iniziarono circa cinquant’anni dopo la morte e resurrezione di Cristo, sotto il regno di Nerone. Le motivazioni erano principalmente politiche, in quanto gli ideali di uguaglianza del messaggio evangelico e la fede in un Dio ultraterreno poco si conciliavano con la gerarchia romana e con il culto dell’imperatore. Tra periodi di repressione cruenta e altri di relativa tranquillità, si giunse alle terribili persecuzioni messe in atto dall’imperatore Diocleziano a metà del III secolo. L’intenzione era quella di cancellare la Chiesa, eliminando fisicamente tutti i suoi rappresentanti e fedeli.

L’editto di tolleranza e Costantino

Nel famoso editto del 311, Galerio motivava la fine della persecuzione con il fatto che ormai i pochi che ancora si ostinavano nel proprio credo erano stati privati dei loro luoghi per pregare, mentre gli altri erano stati dissuasi o dispersi, non causando più una minaccia per lo Stato. Le ragioni, in verità, erano ben diverse: la comunità cristiana era infatti talmente estesa, ormai, che qualsiasi tentativo di eliminarla sarebbe stato uno sforzo non più sostenibile dall’Impero, e di sicuro insuccesso. Con la conversione dell’imperatore Costantino, la religione cristiana viene riconosciuta, a tutti gli effetti, come religione di stato con l’Editto di Milano (313).