| AR GALOPPO - audio - |
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per monti e valli, come se un fucile/ di abitanti del luogo ci minacciasse. In conclusione,/ due “balli della morte” per noi non sono troppo…/ Però, a ben vedere, c’è la spiegazione:// è necessario talvolta sostare/ per avere il gusto (e il tempo) di riprender fiato!/ E’ tutto organizzato consapevolmente:// chiacchiere, giochi, tavolate,/ (cosicché) nel frattempo il Padre ci ha potuto predicare/ come un goccio d’acqua (il Battesimo) cacci via il diavolo.
AR GALOPPO ‘St’anno me pare che sse va ar galoppo: scéggni mezz’ora prima a ccolazzione pe mmonti e vvalli, come si ‘no schioppo Però, a scropìlla, sc’è ‘sta spiegazzione: diventa nescessario fa ‘nna sosta E’ ttutt’organizzato, fatt’apposta: chiacchiere, ggiochi, piedi sott’ar tavolo, [2] e in ner tratanto er Padre ha predicato
Andalo (TN), ven. 7 luglio 2006
Anche quest’anno la settimana di vacanza con gli amici di Russia Cristiana [1] Sulle mura esterne di due antiche chiese è affrescata (sia a Pinzolo, chiesa di S. Stefano, che a Carisolo, chiesa S. Antonio, l’artista è Simone Baschenis, 1530) la “Danza macabra” o “Ballo della morte” nella quale una teoria di personaggi (ciascuno dei quali tenuto per mano da uno “scheletro vivente”) procede dopo essere stato raggiunto da una freccia (scagliata dal cavaliere della morte). Dal bambino, al contadino, dalla casalinga al dottore, dal frate al prete, dal vescovo al papa, fino a Cristo stesso, la cui umanità ha sperimentato la morte prima di Risorgere. Vi sono anche scritti e ammonimenti sulla caducità della vita umana e sull’uguaglianza delle persone indipendentemente dai ruoli sociali. Insomma il Totò de “A livella” avrebbe potuto ben essersi ispirato a queste opere di 500 anni fa… |
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