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Un cenno di preghiera di Papa Benedetto XVI per i carcerati

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00-carcere.jpg In un periodo di spaventose sofferenze delle persone
in carcere, il Papa invoca all'Angelus il conforto di Maria
in particolare per "... i malati, i carcerati e tutti i sofferenti...". 

Le persone oggi detenute in Italia, oltre 67.000, a causa di
poco intelligenti politiche giustizialiste, vivono in condizioni
di completa illegalità e nella disperazione drammaticamente
testimoniata dal gran numero di suicidi e dalle migliaia di
episodi cruenti di autolesionismo. Altro che "rieducazione"!

Se il Governo italiano, le varie Istituzioni e la Magistratura
non sono in grado o non hanno la volontà di agire positivamente
nel rispetto della Costituzione Italiana, dei diritti umani universali,
delle leggi scritte e di quelle non scritte dell'umanità,
è assai consolante per tutti
che il Papa stesso faccia udire
la sua voce umile e ferma.

Qui di seguito il testo della preghiera:

Il Papa al Regina Caeli ha affidato la città di Torino a Maria che qui
è "venerata quale principale Patrona col titolo di Beata Vergine Consolata.
"Veglia, o Maria - è stata la preghiera del Papa -
sulle famiglie e sul mondo del lavoro;
veglia su quanti hanno smarrito la fede e la speranza;
conforta i malati, i carcerati e tutti i sofferenti;
sostieni, o Aiuto dei Cristiani, i giovani, gli anziani
e le persone in difficoltà.
Veglia, o Madre della Chiesa, sui Pastori e sull’intera Comunità
dei credenti, perché siano “sale e luce” in mezzo alla società".
"La Vergine Maria - ha proseguito - è colei che più di ogni altro
ha contemplato Dio nel volto umano di Gesù. Lo ha visto
appena nato, mentre, avvolto in fasce, era adagiato in una
mangiatoia; lo ha visto appena morto, quando, deposto
dalla croce, lo avvolsero in un lenzuolo e lo portarono al sepolcro.
Dentro di lei si è impressa l’immagine del suo Figlio martoriato;
ma questa immagine è stata poi trasfigurata dalla luce della
Risurrezione. Così, nel cuore di Maria, è custodito il mistero
del volto di Cristo, mistero di morte e di gloria. Da lei possiamo
sempre imparare a guardare Gesù con sguardo d’amore e di fede,
a riconoscere in quel volto umano il Volto di Dio. Alla Madonna
Santissima - ha concluso il Papa - affido con gratitudine quanti
hanno lavorato per questa mia Visita, e per l’Ostensione
della Sindone. Prego per loro e perché questi eventi favoriscano
un profondo rinnovamento spirituale".

© Radio Vaticana - 2 maggio 2010


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Ultimo aggiornamento ( Domenica 02 Maggio 2010 16:59 )  
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