Le carceri in Italia sono ormai praticamente tutte "fuorilegge", luoghi di inutili sofferenze,
scuola di delinquenza e di odio. Nessun rispetto per le leggi, applicazione arbitraria dei
regolamenti, la Costituzione completamente ignorata. Fino a quando? Fino a quando
dovremo sopportare questa incredibile vergogna civile, sociale, giuridica, umana?
Tutti parlano e lamentano il sovraffollamento e il ministro attuale risponde con progetti futuri
all'orrore che
oggi sopportano i detenuti, le loro famiglie, gli operatori (professionali o volontari):
lo stesso ministro che ripete come un ritornello: l'indulto di 3 anni fa e' stato un errore, non lo
rifaremo mai! E intanto
evita accuratamente di spiegare perché... Se lo facesse dovrebbe
ammettere che proprio l'indulto (nonostante mancasse anche l'opportuna amnistia, per far
funzionare meglio la giustizia) è stato un beneficio per tanti detenuti, ma anche per tutta
la società, perché ha significato meno recidiva, meno reati. Ma
l'ideologia e la propaganda
politica offuscano del tutto la ragione e impediscono lo sguardo sulla realtà. Fino a quando?
Dal sito
www.radiocarcere.com/
una terribile storia (tuttavia "normale" nelle carceri italiane oggi)
pubblicata anche dal quotidiano
IL RIFORMISTA (ogni mercoledì
una pagina speciale su carcere e giustizia)
www.ilriformista.it/
LA STORIA. Angelo, per due anni detenuto
e poi prosciolto, racconta la sua odissea
Ascoli, Bologna e Rimini
Tre carceri. Tre inferni
Due anni. E’ il tempo che ho trascorso in carcere. Due anni di detenzione in
cui ho cambiato 7 istituti penitenziari. Rimini, Ferrara, Pesaro, Ancona,
Ascoli Piceno, Bologna e poi Biella.
Due anni di carcere e ben 24 viaggi, fatti da un carcere all’altro o dal
carcere all’aula del Tribunale. Viaggi, chiamati in gergo “traduzioni”,
che ho fatto sui furgoni della Polizia Penitenziaria. Chiuso in una gabbietta
di un metro quadrato ed in più con le manette ai polsi. Viaggi che
duravano 10 o 12 ore.
Due anni di carcere. O meglio, due anni in misura cautelare in carcere.
Infatti prima mi hanno arrestato e poi mi hanno fatto il processo,
alla fine del quale mi hanno prosciolto. Insomma, ho passato due anni
in carcere da innocente. E’ stato un incubo.
In questi due anni le carceri dove ho trascorso più tempo sono state
quelle di Ascoli Piceno, di Bologna e di Rimini.
Tre carceri ugualmente sovraffollate, ma ognuna caratterizzata da uno
specifico degrado.
Ascoli Piceno. E’ un carcere di massima sicurezza, fatto negli anni ’70,
dove ci potrebbero stare solo 40 detenuti. Oggi in quel carcere ci sono
più di cento detenuti. Una quarantina sono sottoposti al regime del 41 bis,
gli altri sono ammucchiati in celle sovraffollate. Ricordo che quest’inverno
io stavo in una piccola cella con 8 o 10 detenuti. Dormivamo su letti a
castello a quattro piani e chi dormiva all’ultimo piano aveva il soffitto
a tre cm dalla faccia. Stavamo lì chiusi per 22 ore al giorno.
Condannati all’ozio e alla disperazione. Questo era.
In quella cella ci veniva negato anche di vedere un pezzo di cielo.
La finestra infatti, oltre alle grate, era ricoperta da una fitta rete e,
dopo la rete, c’era il muro di cinta a pochi metri. In 10 detenuti
era difficile anche respirare dentro quella cella.
Ma c’è chi stava peggio nel carcere di Ascoli Piceno.
Ci sono celle più sovraffollate, con 12 detenuti. Oppure celle col bagno
messo dietro a un muretto alto 60 cm e dentro 16 persone. Una tortura!
Bologna. Appena sono arrivato alla “Dozza” di Bologna mi hanno messo
nel reparto di infermeria perché in cella non c’era posto. Il carcere di
Bologna infatti ha 470 posti, ma dentro ci stanno 1.300 detenuti.
In infermeria sono rimasto per 19 giorni. 19 giorni tra persone malate,
appena operate o affette dall’Aids. Ricordo che in ogni cella
dell’infermeria eravamo in 6 detenuti tutti mischiati. L’ergastolano col
malato di epatite. Chi aveva rubato due compact disc insieme al cardiopatico.
Era il caos. Ma la cosa che mi ha colpito di più era la sporcizia. Era ovunque.
Nelle celle e soprattutto nelle docce. Una sporcizia inaccettabile
per una cella, figuriamoci per un’infermeria!
Dopo mi hanno messo nella sezione dei tossicodipendenti. Non perché io lo fossi,
ma solo perché si era liberato un posto lì. E mi poteva andare peggio.
Nel carcere di Bologna infatti molti detenuti dormono per terra in luoghi
che non sono celle. Si dorme a terra nella saletta del barbiere o nelle sala
per la socialità. Molti dormono a terra senza materasso e tutti sono
chiusi in quelle stanze che non hanno neanche il bagno.
Rimini. Arrivato a Rimini mi hanno rinchiuso in una cella con altre 12 persone.
Non avevamo neanche lo spazio per mangiare. Quella di Rimini era infatti
una cella invasa dei letti a castello. Praticamente non c’era spazio per fare nulla.
E poi il caldo insopportabile. Il sudore, le lenzuola bagnate e sporche.
Un’indecenza. Ma nel carcere di Rimini c’è anche la violenza.
La polizia penitenziaria è severa. Ho visto prendere a calci e a pugni
dei detenuti senza motivi seri. Ho visto anche detenuti denudati e messi in
una gabbia all’aperto, chiamata “gabbione”, che sta nel cortile dove
facciamo l’ora d’aria.
Lasciavano i detenuti in quel gabbione all’aperto, sia d’estate che
d’inverno. Persone rinchiuse lì e picchiate! E’ una cosa incredibile che
nel carcere di Rimini diventa normale.
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