sono rinchiuse persone innocenti
oppure che (per legge!)
non dovrebbero starci. Conoscere per credere.
Dalla Rubrica ""DENTROfuori" a cura di Ornella Favero
sul settimanale VITA del 24.12.2009,
riportiamo questo "caso" emblematico :
Se il carcere sembra una condanna a morte
La Garante dei diritti dei detenuti della Campania, Adriana Tocco,
per spiegare quali sono oggi le prospettive di un malato detenuto,
e i rischi che corre, ha compiuto un atto quasi "eversivo": ha
pubblicato alcune cartelle cliniche di detenuti presenti nelle
carceri campane, con patologie così gravi che quelle cartelle
"parlano da sole".
Basta un esempio, quello di una donna detenuta:
"Difficile raccogliere notizie anamnestiche
data la difficoltà da parte della paziente
di articolare la parola. Persistendo sempre
il mal di testa e le crisi ipertensive, viene
momentaneamente ricoverata per un'altra
emorragia cerebrale.
E' sempre su una sedia a rotelle...
pratica dialisi a giorni alterni".
Chi è dotato di uso di ragione si chiede immediatamente:
cosa ci fa in carcere una persona in quelle condizioni?
Quale "pericolo" costituisce per la società?
I giudici di sorveglianza fanno il loro dovere?
Altrimenti chi provvede a far cambiare loro mestiere?
Le mutilazioni, la tortura, la pena di morte
ci fanno orrore, per fortuna; ma è tempo di vigilare
su tanti altri orrori che si verificano nei luoghi chiusi
come le carceri sui quali la "pubblica opinione" è
tenuta sistematicamente disinformata.






