che pretende di essere moderno e civile. Lentamente alcuni
prendono coscienza di questo dramma che sembra inevitabile
ma in realtà è costruito con tenacia da buona parte delle forze
politiche e volutamente fatto ignorare alla "pubblica opinione".
Collaboriamo perché la percezione della "pena carceraria" muti
nella nostra società, si faccia strada una cultura più umana,
ci sia più spazio per l'azione delle forze del volontariato cattolico
e laico, per la presenza di cappellani, psicologi, assistenti sociali
sociali che lavorino concretamente affiancando le persone in
difficoltà, aiutando a prevenire i reati e a rendere effettivamente
il carcere una "estrema ratio" per casi estremi, non la discarica
sociale che è oggi, vergogna della "gente perbene".
Qui di seguito un editoriale de Il Foglio sullo sciopero della fame
di Marco Pannella e una lettera allo stesso giornale di Luigi
Amicone e Lorenzo Strik Lievers.






