| La scomparsa della confessione, di Sandro Veronesi |
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| Scritto da MauriZio | |
| giovedì 03 settembre 2009 | |
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Da La scomparsa della confessione La rimozione di un atto liberatorio
Un giorno, nove anni fa, ho provato il desiderio di confessarmi. A Roma, a ferragosto, c’era il Giubileo dei Giovani e io stavo curiosando per la città mescolato al milione di ragazzi venuti da tutto il mondo per festeggiare. Al Circo Massimo c’era una fila di gazebo simili a quelli delle Feste dell’Unità, sotto ai quali una batteria di sacerdoti stava confessando la gente: non so perché, quella visione produsse in me il lancinante desiderio di rientrare nel gregge. Mi appoggiai a un muretto e mi misi a riflettere: quando l’avevo lasciato, il gregge? Trent’anni prima, poco dopo
Insomma, confessarsi dopo trentina d’anni a faccia a faccia con un prete sconosciuto era una cosa enorme: avevo veramente voglia di farlo? Ero disposto ad affrontarne le conseguenze? Per esempio, avrei eseguito le penitenze che mi sarebbero state assegnate? Zompai oltre il muretto e mi diressi - deciso, ispirato - verso il gazebo con dentro un sacerdote nero. Subito mi si parò davanti un volontario con la maglietta blu (quelle con la scritta “Ero forestiero e mi avete accolto”) e mi chiese dove stessi andando. “A confessarmi”, gli risposi solennemente. “Non puoi”, fece lui, «non hai il passi». Rimasi interdetto -non me l’aspettavo - ma mantenni una calma, per l’appunto, ovina: «E dove posso procurarmelo?», gli chiesi, mansuetamente. Ma la risposta fu una mannaia: «Su. Internet». Era pomeriggio inoltrato, ora che tornavo a casa e andavo in cerca di questo passi su Internet (e su quale sito, poi? Andava stampato direttamente o bisognava andare a ritirarlo da qualche parte?) si faceva notte. «Avanti», dissi, «fammi passare. Per piacere, voglio solo confessarmi. Che male faccio?». Ma niente: «Non hai il passi» ripeté il ragazzo - e mi sorrise, ineffabile, inflessibile, e anche piuttosto grosso, purtroppo, tanto da togliermi ogni tentazione di sfondare. Così sfumò il mio rientro nel cattolicesimo. Ho ricordato questo aneddoto perché da un po’ di tempo sto osservando un fenomeno curioso: le confessioni si stanno estinguendo. O meglio, stanno cambiando significato. Nei casi giudiziari sono del tutto scomparse: chi confessa più, ormai? (…) Poi però osservo un’altra cosa: mai come oggi le persone vivono immerse nel senso di colpa. Ci sguazzano, e lo dicono, lo ostentano, perfino, come se fosse indice di rettitudine, alimentando uno dei più sporchi giri d’affari che si siano mai visti (Prozac, bevande alcoliche, droghe). Maledizione, viene da dire, ma se vi sentite così in colpa non sarebbe il caso di confessarle, una buona volta, le vostre colpe? Al prete, se siete cattolici, o meglio ancora direttamente alle vittime del vostro comportamento, coloro che avete tradito, trascurato, ingannato, derubato, illuso, ferito? Ma niente: ti azzardi a fare un discorso del genere e salta fuori che, come per gli indiziati dei gialli di cronaca, sono tutti innocenti, il senso di colpa di cui soffrono è solo una sindrome, una malattia, e in realtà non c’è nessuna colpa. Ed ecco che Il Grande Fratello, questo bazar dell’autocontemplazione e dell’autoindulgenza, chiama “confessionale” il luogo in cui il concorrente spara vaniloqui egoriferiti nel quali non confessa proprio nulla anche perché quello che ha fatto gli spettatori lo sanno già. Non è una bella fine, per il simbolo di un sacramento, ma non mi risulta che Questo, nella realtà. Resta la finzione, letteratura, cinema, serie tv: lì le confessioni fioccano ancora, come se la mutazione antropologica che ci ha reso tutti innocenti non ci fosse stata. In molti casi sono solo l’espediente per finire la puntata, ma qualche volta, nel pieno di un’opera di grande valore, suppliscono alla mancanza delle confessioni vere, e ne assumono la sacertà: penso alla confessione di Andreotti nel Divo, che ancora mi commuove, e può perfino darsi che se ne sia commosso anche il buon Dio - e dunque che alla fine, grazie a Sorrentino, D’Avanzo e Servillo, Andreotti la sfanghi anche nel Giorno dei Giorni. |
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| Ultimo aggiornamento ( domenica 27 settembre 2009 ) |
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