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Breve storia del Presepio, in particolare a Bologna

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presepe 2011 Andar per presepi a Bologna e nel contado. 2010



Il presepio bolognese ha una tradizione lunga e felicissima: con Genova e Napoli, Bologna fu infatti qualificatissimo centro di produzione presepiale, in cui anche grandi artisti si cimentarono con la produzione di statuine. 

Ma come nasce il presepio? Che cosa hanno in comune le grandi opere come l’Adorazione dei Magi di Benozzi Gozzoli e il presepio propriamente detto? Si tratti in tutti i casi di rappresentazioni della nascita di Gesù, e delle persone che gli furono intorno e per prime l’accolsero –o lo rifiutarono.

Il presepio presenta però la caratteristica di essere costituito da piccole statue, le “figurine”, che rendono la scena presepiale assai simile alla scena teatrale: e questo è conseguenza del fatto che il presepio domestico nasce proprio dalle sacre rappresentazioni che si erano sviluppate dalla liturgia nei secoli X-XI. I testi degli uffici liturgici erano stati via via ampliati con l’interpolazione di passi che avevano reso l’evento assai simile a una scena teatrale, in cui si vivevano l’annuncio ai pastori, la visita dei Magi, l’apparizione della stella, eccetera.

La cosa era divenuta sempre più ricca e complessa, con i pastori erano entrati in chiesa gli animali, il tutto aveva infine assunto un tono troppo teatrale e poco liturgico, e venne l’ordine di non fare più queste rappresentazioni dentro le chiese. Su questo si inserì il desiderio di Francesco che, tornato dalla Terra Santa, ardendo dal desiderio di vedere con i propri occhi la nascita del Salvatore, chiese ed ottenne il permesso di fare qualche cosa di simile ad una sacra rappresentazione nella notte di Natale del 1223. Fece quindi preparare nella grotta di Greccio , accanto all’altare, una greppia con i due animali simbolici di cui parla Isaia, che scrisse: “Conoscerà il bue il suo padrone e l’asino la mangiatoria del suo signore” (Isaia 1,3), alludendo con il bue a tutti gli Ebrei che portano il giogo della legge, e con l’asino a tutti i non ebrei, che portavano il peso dell’idolatria. Con l’asino e il bue ci si richiamava alle più antiche rappresentazioni di Gesù infante, che lo mostrano, nelle catacombe romane, attorniato dai loro musi protesi, simboli di tutti gli Ebrei e di tutti i non Ebrei di ogni tempo, tutti gli uomini quindi di ogni tempo, chiamati a riconoscere in Gesù sulla mangiatoia il loro vero cibo salvifico e ad adorarlo.

Come è noto, la messa di Natale in cui Francesco predicò fu allietata da un prodigio: sulla mangiatoia comparve Gesù bambino, dormiente ed esanime, e Francesco lo prese in braccio e lo svegliò con i suoi baci: come ancor oggi vediamo affrescato sulla roccia della grotta di Greccio.

Da allora in poi, le sacre rappresentazioni furono fatte proprie dai francescani (Francesco morì nel 1226). Si diffuse ampiamente: molto spesso, una statua teneva il posto di Maria: figura silenziosa, e della quale nessuno si sentiva degno.

Col tempo, altre statue si aggiunsero, e presto si giunse alla sacra rappresentazione tutta di statue che è il nostro presepio: non era certo in ogni casa. Lo si visitava nelle chiese dette “ad praesepe”, col presepio. La nostra Abbazia di Santo Stefano era appunto una di queste, e ancor oggi vi ammiriamo il grande presepio ligneo dipinto da Simone dei Crocifissi.

 

 

 

 Il presepio fu dapprima diffuso presso monasteri e confraternite, e fu con il diffondersi dell’uso delle terrecotte domestiche che il prezzo delle statue divenne più accessibile, fino a poter avere molti presepi: la cartapesta poi rese possibile la produzione in serie. Non tutti furono contenti: Bologna ricorda il marchese Davia Bargellini che, indignato per quella che valutava la bassa qualità delle statuine che si vendevano sotto il portico dei Servi alla Fiera di Santa Lucia, se ne scendeva dal suo palazzo, che si trova proprio di fronte al quadriportico della Basilica dei Servi di Maria, e rompeva col suo bastone tutte le figurine in vendita: ne ripagava il prezzo e rifondeva il costo agli allibiti venditori, contento di aver, a suo modo, salvato la purezza dell’arte.

 I grandi precedenti della tradizione presepiale bolognese sono universalmente noti: il gruppo dell’Adorazione dei Magi dell’Abbazia di Santo Stefano e l’Adorazione dei Magi e dei Pastori della Chiesa di San Procolo.

Il grande gruppo presepiale dell’Abbazia di Santo Stefano è costituito oggi da cinque statue lignee e presenta la sola Adorazione dei Magi: le statue sono databili alla seconda metà del secolo XIII, e furono dipinte nel 1370 da Simone dei Crocifissi(1355-1399)[1]. L’opera è avvalorata da tutto il prezioso contesto dell'Abbazia, sintesi della vita di Cristo, e oggi mette in risalto soprattutto i Magi (e non è dato sapere quanti e quali fossero le altre figure, né come fossero disposte), così che, come sarà evidente, Bologna potrebbe anche essere detta una città dei Magi.

 

I Magi sono figure sapienziali, primizia delle genti, e per questo annuncio dell’universalità della salvezza cui tutti gli uomini sono destinati. Portano tre doni profetici: l'oro per indicare la regalità di Cristo, l'incenso per indicarne la divinità, e la mirra, unguento per l'unzione dei corpi dei morti, per ricordare che Gesù sarebbe morto per la salvezza del mondo, ma il suo corpo non avrebbe conosciuto la corruzione del sepolcro. Con le diverse razze evidenziate dal colore della pelle, rappresentano inoltre l'Europa (carnagione bianca) l'Asia (carnagione olivastra) e l'Africa (carnagione nera). Di solito l'europeo, Melchiorre (il nome vuol dire: il signore della luce) è inginocchiato o prostrato e porta l'oro; l'orientale si chiama Gaspare (il signore della forza-splendore) e l'africano Baldassarre (il prediletto del Signore) portano a turno incenso e mirra (le due piante crescono sia in Africa che in Asia).

Ricordano inoltre le tre età della vita, e le tre grandi categorie delle società antiche (sacerdoti, guerrieri, produttori).

 

 

 

Nella Chiesa di San Procolo (via d’Azeglio), a destra dell'altar maggiore, in una nicchia chiusa durante il resto dell’anno, si vede a Natale una bella Adorazione dei Magi e dei pastori , misto di alto e bassorilievo nonché di pittura, attribuito a Bartolomeo Cesi (1490-1520): ma questa rappresentazione ci porta a un’altra chiesa, la Basilica di San Domenico (piazza San Domenico), poiché è evidentemente ispirata alla Adorazione dei Magi della base dell'Arca di San Domenico opera del Lombardi (1532). Qui troviamo anche, di Bartolomeo Cesi, nella cappella maggiore la grande tela dell’Adorazione dei Magi : ricordiamo che nelle chiese domenicane, sul fondamento dell'esortazione di San Domenico: "Dovete adorare l'uomo-Dio come quei devoti Re Magi" non manca mai questo soggetto. Il presepio di quest’anno sarà realizzato da Claudia Cuzzeri con una scenografia di Carlo degli Esposti.


La grande tradizione bolognese si forma prevalentemente nel Settecento: pochissimi sono gli esemplari precedenti.

Ricordiamo un presepio che già nel 1560 era presente nella chiesa di San Michele a Capugnano, visibile però solo la domenica mattina, splendidamente sobrio, la Madonna e san Giuseppe al Museo di San Giuseppe dei Cappuccini (via Bellinzona, presso l’omonimo convento)[2], qualche figura e stampo conservati presso artisti come L. Bozzetti, eredi di una dinastia di figurinai.

Ma è il Settecento, con i suoi artisti quali lo Scandellari, il Mazza, il Piò, il Cadenazzi, che dà inizio alla grande stagione presepistica, che ascolta la lezione delle rappresentazioni natalizie della città e la mette a frutto.

Possiamo immaginiamo un itinerario presepiale, che ci porta nelle chiese di Bologna dove è sempre visibile un Gesù Bambino.

Nella Chiesa di San Martino Maggiore (via Oberdan 25) troviamo un affresco, una Natività di Paolo Uccello (1437: l’affresco fu staccato nel 1983 dalla sagrestia), nella prima Cappella di sinistra e un bel gruppo di terracotta policroma attribuito al Putti, in una nicchia laterale nella seconda cappella a destra. Inoltre nella prima cappella a destra, detta Cappella Boncompagni, vediamo una Adorazione dei Magi di Girolamo da Carpi (1532).

Nella Chiesa dei Santi Vitale e Agricola (Via San Vitale, 50), nella ampia cappella di S. Maria degli Angeli, vediamo in un affresco del Francia la Nascita di Gesú; all'ingresso della stessa Cappella, in una Sacra Famiglia di Angelo Piò, un'altra immagine di Gesú Bambino.

Nella Chiesa di San Paolo Maggiore, la cappella della Natività, la terza cappella destra, già sotto il patronato della famiglia Arrigoni, è dedicata alla Natività, e presenta tre momenti forti della prima infanzia di Cristo:quelli in cui viene riconosciuto e adorato dagli Ebrei e dai non Ebrei del suo tempo, i pastori e i Magi, e quello in cui viene sottoposto alla legge ebraica della circoncisione, gesto con cui Il Figlio di Dio entra nella piena storicità del suo tempo, radicandosi nel popolo di cui accetta e segue la Legge, in vista del suo compimento nell’opera della Redenzione.

Due grandi quadri, ai lati della cappella, di Giacomo Cavedoni (1577-1660) rappresentano dunque L’adorazione dei pastori(1612) e L’adorazione dei Magi (1614): si coglie in queste tele ricche e suggestive per forma e colore l’ispirazione di Tiziano Vecellio e il clima del Cinquecento di Venezia, città dove il Cavedoni soggiornò a lungo. I temi iconografici sono quelli classici: la Vergine solleva il velo per mostrare il Figlio ai pastori, che portano doni, si inginocchiano in adorazione e si tolgono il cappello, in un gesto entrato anche nei moduli figurativi delle statuine presepiali. Ai Magi invece la Vergine presenta il Figlio seduto sulle sue ginocchia, e il primo, prostrato, ad offrire il suo dono, è Melchiorre, il più vecchio, che rappresenterebbe l’Europa.

Fanno da cornice alla pala centrale, unica opera in Bologna di Aurelio Lomio detto “il Pisano” (1564-1622), che mostra la Presentazione di Gesù bambino al tempio.

Nella Cattedrale di San Pietro, quasi ignoto è il presepio del secolo XVIII di Antonio Arrighi e Agostino Corsini, bassorilievo in argento visibile ora presso il tesoro della Cattedrale: un tempo veniva esposto sull'altare durante il Tempo di Natale. Quest’anno nel presepio, realizzato in collaborazione con la Sezione di Bologna dell’Associazione Internazionale Amici del Presepe, ambientate in una essenziale scenografia, ci sono le belle sculture in terracotta di Cristina Scalorbi.

 

Altra belle immagini della Nascita di Gesù e dell'Adorazione dei Magi possiamo vedere nelle formelle della Porta Magna della Basilica di San Petronio, mentre all'interno, nella Cappella Bolognini, vediamo tutto il Viaggio dei Magi nell'affresco della parete di destra e nelle tavolette di Jacopo di Paolo nella predella del polittico gotico. La basilica si è arricchita recentemente di un grande presepio monumentale, con figure a grandezza naturale, di Luigi E. Mattei, opera fedele alle tradizioni bolognesi e degna, per impianto e realizzazione, del grandioso contesto basilicale (opera dedicata nel 1999 alla memoria di Renzo Petronio Ugolini, prematuramente scomparso), corredato delle gigantografie di un bassorilievo, purtroppo perduto, dello stesso artista, detto dell’Umanità, che presenta molti tipi umani e soprattutto diversi personaggi bolognesi.

Questo presepio, per il Natale 2011, è stato prestato per essere allestito nel Cortine d’onore del Palazzo Comunale.

Nella Basilica di Santa Maria dei Servi in Strada Maggiore e nella Chiesa di Santa Maria della Pietà in Via San Vitale si trovano due immagini del Bambino Gesù, tipiche espressioni della devozionalità del sec.XIX: il bambino giace solo, in uno "scarabattolo" strettamente fasciato.

Nella Chiesa della SS. Annunziata a Porta Procula (Via San Mamolo 2) si vede, nella navata sinistra, un affresco con l'Adorazione dei Magi, di attribuzione incerta

Nella Basilica di San Salvatore troviamo, oltre a un bel presepio con statue antiche allestito per Natale, diverse belle rappresentazioni della Natività. Nel polittico della “Incoronazione della Vergine” di Vitale da Bologna, commissionato dai Canonici Regolare di Santa Maria di Reno nel 1353 e qui trasferito nel 1775, si trova una “Adorazione dei Pastori” che si vedono sopraggiungere: san Giuseppe è ai piedi della Vergine, angeli volano sulla capanna mentre alcune donne sono davanti alla greppia. Particolarmente intenso è lo scambio di sguardi tra Maria e Gesù, stretto nelle fasce che furono un segno per i pastori (“troverete un bambino avvolto in fasce che giace in una mangiatoia” (Luca 2,12).

Ricordiamo qui che “mangiatoia” è resa in latino con “presepe”, e questa mangiatoia, anch’essa segno per i pastori, ha poi dato il nome a tutte le rappresentazioni della nascita di Cristo.

Nella cappella a sinistra dell’altare vediamo il grande, robusto, “Presepio” di Alessandro Tiarini (1577-1668), che si qualifica come tale non solo per l’esplicito titolo, ma anche per la presenza dell’asino e del bue: è stato oggetto di recentissimo restauro.

Nella volta della cappella dedicata alla Madonna della Vittoria, una bella Incoronazione del Bambino, sul quale gli angeli tengono sospesa la corona. soggetto veramente inconsueto, opera di Alessandro Guardassoni (1819-1888), comunemente denominata “Gesù Bambino e Angeli” .

Nella Pinacoteca (sala 8) si trova poi il presepio, affresco di Vitale da Bologna (1308-1361), staccato dalla Chiesa di Santa Maria di Mezzaratta, che fa parte, insieme all’Annunciazione e al Sogno della Vergine, del bellissimo ciclo pittorico di quella chiesa.

Pure si trovano presepi presso le Collezioni Comunali d’Arte, in Palazzo d’Accursio., dove pure, nella anticamera del Sindaco, si ammira la bella tela di Nunzio Rossi (Napoli 1626 - 1651), una rappresentazione presepiale che proviene dalla certosa di Certosa di Bologna.

Nella Chiesa dei Santi Bartolomeo e Gaetano, nell’ultima cappella di destra, si trova la Cappella dedicata all’Annunciazione, di Francesco Albani (1578-1660): nei riquadri laterali in due grandi tele dello stesso autore si trovano la Natività e il Sogno di San Giuseppe.

A Ludovico Carracci(1555-1619) dobbiamo, nella Chiesa Santuario di Santa Maria della Pioggia, la Natività e adorazione dei pastori, e in mezzo alle tele dello stesso autore della Adorazione dei Magi e della Circoncisione di Gesù o Presentazione di Gesù al Tempio.

Appena fuori città troviamo una bella Adorazione dei Pastori nel Santuario della Madonna del Poggio; e nella Chiesa parrocchiale di San Lorenzo di Sasso Marconi, in località Castel del Vescovo, è allestito tutto l'anno un grande presepio meccanico, con statuine costruite appositamente, opera di Gianni Tarozzi, che lo rinnova continuamente .

 

Caratteristica di ogni presepio è di non essere mostrato prima della mezzanotte: solo allora si svela il segreto nascosto nelle nostre chiese dai drappi davanti alle cappelle.

Nella Chiesa dei Santi Gregorio e Siro (Via Montegrappa) è allestito ogni anno il presepe di Mauro Mazzali (1948-vivente) campeggia al centro della chiesa, in una suggestiva scenografia con chiari riferimenti simbolici all’Eucaristia. Si tratta di figura a grandezza naturale, monocromatiche, realizzate con materiali compositi; la Vergine è inginocchiata mentre san Giuseppe, stante, ricorda così il compito di vigile custode del Figlio di Dio. Le figure di Mazzali sono grandi e diafane, avvolte in manti polimaterici; si tratta di un presepe essenziale e contemplativo.

Il presepio della Chiesa di Celestini (Piazza de’ Celestini) è un esempio tipico di presepio tradizionale bolognese, con suggestioni di luci e paesaggio.

 

La Chiesa di San Benedetto in via dell’Indipendenza presenta un presepio antico, attribuito al Purtti, nel suo scarabattolo originale, da poco riscoperto, e offerto al pubblico insieme al presepio allestito per il periodo natalizio.

Nella Chiesa di Santi Filippo e Giacomo in Via Lame il presepio è sempre originale, e si avvale di figure tradizionali, con scene tratte dal presepio napoletano.

E’ consolidata tradizione il grande presepio meccanico sonoro della Basilica di San Francesco, aperto rigorosamente nel periodo natalizio.

Altri presepi rimangono esposti più a lungo.

Sempre suggestivo è il presepio contemplativo della Basilica dei Servi di Maria, realizzato con statue della bottega dei Graziani di Faenza; presso la parrocchia di San Giuseppe Cottolengo si trova un grande presepio meccanico sonoro, e uno altrettanto imponente si trova, di solito abbinato ad una rassegna, presso la parrocchia di San Paolo di Ravone; alla parrocchia di San Silverio di Chiesa Nuova, in quella della Madonna del Lavoro, si trovano sempre presepi di qualità; la parrocchia di Santa Maria Maddalena in via Zamboni espone un presepio di Cleto Tomba.

Ricordiamo inoltre, per la qualità e la suggestione delle scenografie e delle rappresentazioni, il presepio del Santuario della Beata Vergine di San Luca, opera di Luciano Finessi (visibile da Natale alla fine di gennaio), e quello della parrocchia di Santa Maria Regina Mundi, opera di Renato Carboni.

Il presepio della Chiesa dei Santi Gaetano e Bartolomeo, di Mazzotto,a è un presepio moderno e suggestivo.

Vanno segnalati:

  1. 1.XIX Rassegna Internazionale del Presepio presso il Loggiato di San Giovanni in Monte a Bologna, dal 18 dicembreall’8 gennaio 2012; ore 9-12 e 15-19 tutti i giorni.

  2. 2.Tradizionali appuntamenti sono le Rassegne di: Venezzano- Mascarino; San Pietro in Casale, promossa dalla parrocchia, 25 dice all’8 gennaio 2010, sabato: 16-19; domenica e festivi9,30-13 e 16-19; feriali: tel:051-811258.; Zola Predosa (in Comune); Crespellano (in Comune); Labante (presepi di spunga); Monghidoro (minipresepi).

  3. 3.Presso il Museo Davia Bargellini (Strada Maggiore 44 Bologna) sarà aperta dal 3 dicembre 2010 al 31 gennaio 2011 la mostra: “Presepi bolognesi. Il presente rivisita il passato”, esposizione di nuovi presepi bolognesi (curata da Silvia Battistini in collaborazione col Centro Studi per la Cultura Popolare e Antonella Mampieri), visite guidate previste.

  4. 4.Presso il Museo Beata Vergine di San Luca (piazza di Porta Saragozza 2/a): PRESEPIO E PENSIERO” esposizione edi presepi a cura del Centro Studi per la Cultura Popolare. Dall’8 dicembre 2011 al 9 gennaio 2012.

  5. 5.Rassegna biennale XVInella Collegiata San Biagio di Cento (FE) dal 17 dicembre, inaugurazione ore 11, a 8 gennaio.

 

 

  Nel contado ci sono presepi che “valgono il viaggio”: cominciando dalla chiesa di Santa Croce di Casalecchio, dove Cella chiesa parrocchiale ogni anno Pietro Campagnini realizza presepi minuziosi e poetici, e lo stesso fanno i ragazzini che lui guida.

Ancora nel contado, si segnalano i presepi di Castel d’Aiano, con statue di Carla Righi e scenografia di Pietro Degli Esposti, con una fedele, suggestiva e poetica ricostruzione dell’ambiente palestinese, e di Villa d’Aiano, dove prevale la ricostruzione dell’ambiente appenninico; a valle, a San Pietro in Casale sia in chiesa che in una nella Rassegna che ogni anno si allestisce, sono presenti presepi di grande qualità (25 dicembre-31 gennaio, ore 7,30-12 e 16-17); a Budrio, a Casumaro si trova un grandissimo presepio meccanico sonoro, con ricostruzioni accurate di ambienti tradizionali; a Mirabello, un presepio amplissimo, e ugualmente è sempre suggestivo il presepio di Ca’ de’ Fabbri.

A Budrio, nella Chiesa parrocchia di San Lorenzo il presepio è sempre di grande suggestione; inoltre si inaugura l’8 dicembre alle ore 16 l’esposizione “Il presepio dell’olmo a Sant’Agata”, settima mostra promossa dalla Associazione Culturale “Senza Confini” : sarà possibile quindi visitare il presepio l’opera di un gruppo di presepisti formatosi presso il presepe del Santuario della Madonna dell’Olmo; l’allestimento è a cura del gruppo fondato da Emanuele Bignardi, Vittorio Moscato, Fabio Parma, Giacomo Romano, e vede quest’anno l’opera di Emanuele Bignardi, Fabio Parma, Giacomo Romano, Claudio Musolesi, Luca Corneti, Mauro Ottani, Leo Cilia. La mostra resterà aperta fino all8 gennaio 2012 nei giorni: 10, 11, 17, 18, 25, 26, 31 dicembre 2011 e 1, 6, 8 gennaio 2012 dalle ore 10,30-12,30 e dalle ore 15,30-17,30. Sempre a Budrio, un presepio di Roberto Barbato è esposto in mostra permanente presso la chiesa di San Domenico, una bella chiesa del '600 ormai chiusa al pubblico, che è stata riaperta grazie alla Associazione.

A Castel San Pietro, appena usciti dall’autostrada, si è accolti da un presepio monumentale di Gianni Bentivogli, allestito su di un cascinale, promosso dalla Pro-Loco; inoltre segnaliamo il presepio meccanico del Convento dei Cappuccini (all’inizio di via Viara), con accurata ricostruzione ambientale della valle del Sillaro: inoltre, nel Santuario del Santissimo Crocifisso si trova un presepio di Cleto Tomba, mentre assai bello è anche il presepio antico; mentre nella chiesa dell’ Annunziata (via Mazzini) si trova un presepio animato realizzato da suor Angela, seguace della scuola di Padre Lambertini di Faenza.

Mirabile per cura la cura della scenografia, con la ricostruzione di un paesaggio di pianura con le sue case tipiche, e per la bella omogeneità delle figure, tutte di Leonardo Bozzetti, è il presepio che si allestisce a San Venanzio di Galliera, e diversamente ma ugualmente bello per la cura scenografica e l’efficacia dell’ambientazione è quello della parrocchia di Sant’Agostino (FE).

A Labante, nella originale cornice della grotta di spunga, un grande bel presepio tradizionale, mentre davanti alla chiesa parrocchiale si trova stabilmente un grande gruppo presepiale, opera di Alfredo Marchi; la parrocchia del Sacro Cuore di Vergato ha sempre presepi molto belli e pensati con cura.

A Santa Maria Maddalena di Cazzano si trova un presepio visibile dalla strada, assai ben illuminato, opera d’arte del parroco don Benito Stefani.

Le parrocchie di San Ruffillo, di Santa Teresa del Bambin Gesù, di Casteldebole realizzano ogni anno un presepio vivente. Lo stesso si fa nel contado a Pietracolora, Pian del Voglio, le Budrie, Ceretolo, Madonna dei Fornelli, Santa Maddalena di Cazzano, San Giorgio di Piano, Vado, Monzuno, Monghidoro (dove si trova anche per tradizione una gustosissima rassegna di “mini presepi”), Pianoro, Labante. Con maggiore o minore ampiezza, in chiesa o sul sagrato, i presepi viventi invitano alla partecipazione, e le diverse botteghe, alberghi e scene di vita vogliono presentare a Gesù la nostra vita quotidiana.

Nella parrocchia di Santa Maria in Strada (via Stradellazzo 25, Anzola dlel’Emilia) si può ammirare un grande presepio di Sara Bolzani e Nicola Zamboni.

 

Facciamo qui una piccola digressione per definire una possibile classificazione dei presepi.

Tutti i presepi possono essere suddivisi in quattro grandi categorie, che si intrecciano tra loro.

Abbiamo presepi di tipo contemplativo, e sono quelli in cui la scena della nascita di Gesù, quella che chiameremo natività (Gesù, Maria e Giuseppe, asino e bue) ha la preminenza assoluta su tutto il contesto, formato anche di altre scene, che però sono in evidente sottordine: tutto, in questi allestimenti, contribuisce a far volgere gli occhi, e subito, a Gesù e a “contemplarlo”.

Diversi sono i presepi che chiamiamo partecipativi: in essi la natività è come immersa in una anche grandissima quantità di scene di varia vita famigliare e lavorativa, e i diversi protagonisti “partecipano” al momento solenne del rendersi presente del Figlio di Dio fra gli uomini in forma umana. Il risultato è, come già si è accennato, che la natività quasi si perde: per molti presepisti napoletani, e il presepio partecipativo per eccellenza è quello napoletano, costituisce un vanto che si fatichi a rintracciare la natività.

I presepi possono poi essere di tipo storico o di tipo contemporaneo: intendendo per storici quei presepi in cui ci sia l’intento di ricostruire l’ambiente storico in cui nacque Gesù, e per contemporanei quei presepi in cui ambiente naturale e costumi rispecchiano i tempi in cui vive chi realizza il presepio.

Molti presepi che a noi sembrano storici, come quelli del Settecento napoletano per esempio, sono in realtà contemporanei, perché è ricostruito nella scena presepiale l’ambiente settecentesco (per gli abiti, le case, le suppellettili, i mestieri rappresentati). C’è da aggiungere che molto spesso, anche in questi presepi, Maria, Giuseppe e spesso anche i Magi mantengono gli abiti del tempo loro proprio, come se fossero contemporanei ad ogni epoca.

 

 

 Nella chiesa di San Giacomo di Piumazzo, viene allestito ogni anno un suggestivo presepio che presenta la natività nell’ambiente del paese antico; a San Giovanni in Persiceto, nella piazza principale, si trova un presepio di Sara Bolzani, con figura a grandezza naturale; a San Giorgio di Piano, nella chiesa parrocchiale, da quest’anno è esposto in permanenza il presepio monumentale di Laura Bizzi, che nel 2007 fu esposto nel Cortile d’Onore palazzo Comunale di Bologna; a Sant’Agata bolognese il Comune espone stabilmente il presepio monumentale di Nicola Zamboni.

Inoltre, anche se non è in Diocesi, vi ricordiamo la mostra in Imola promossa dalla Associazione Interparrocchiale Missionaria Croce Coperta Onlus, aperta dal 24 dicembre 2011 al 14 gennaio 2012 presso il Convento dell’Osservanza di Imola. Orario: tutti i giorni dalle 15 alle 18; inoltre, lunedì, mercoledì e venerdì, dalle 15 alle 16, visite guidate al chiostro.



Sul tema delle figure del presepe, del loro significato e sulla tradizione relativa abbiamo pubblicato diversi scritti: il primo, Presepi a Bologna, del 1980 era un quaderno di BO 7, e gli ultimi: Fernando e Gioia Lanzi ( a cura di ) “Il presepio, tradizione storia immagini”, Itaca Libri, 1995, e Fernando e Gioia Lanzi “Il presepe e i suoi personaggi” Jaca Book 2000, che ha avuto edizioni anche in Francia e Germania.

 

ANDAR PER PRESEPI IN CITTA’

 

Percorsi guidati

Nel periodo natalizio sono organizzate delle passeggiate sui percorsi presepiali.

Le passeggiate, gratuite e della durata media di due ore, sono guidate dai ricercatori del Centro Studi per la Cultura Popolare, e, nel loro complesso, pur essendo diverse ogni volta, per motivi di tempo non esauriscono i siti indicati nella mappa.

I punti di ritrovo sono ogni volta due, e la partenza è sempre puntualmente alle ore 15,30; i siti visitati saranno comunque gli stessi.



Date e punti di ritrovo

Lunedì 26 dicembre 2011: Cortile d’onore del Palazzo Comunale e sagrato della Chiesa di San Domenico, piazza San Domenico 13.

Domenica 1 gennaio 2012: Ingresso Corte Isolani, Strada Maggiore 19 e sagrato della chiesa di San Giovanni in Monte, Piazza di San Giovanni in Monte 1 /2.

Domenica 8 gennaio 2012: sagrato della chiesa di San Giacomo Maggiore, piazza Rossini, e sagrato della Cattedrale di San Pietro, via dell’Indipendenza 9.



Info: Centro Studi per la Cultura Popolare

335-6771199

lanzi@culturapopolare.it

Le passeggiate sono offerte dal Comune. Si raccomanda la puntualità alla partenza!





[1] Oggi oggetto di un nuovo restauro: la loro collocazione era nella chiesa della Trinità. Si tratta quindi di uno dei gruppi più antichi in Italia, e quindi nel mondo. Il gruppo che fu posto nella grotta

[2] Il Museo è oggi chiuso.

 

 

 

 



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Ultimo aggiornamento ( Domenica 25 Dicembre 2011 00:39 )  
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